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Jimenez Julien, chi c'è dietro FoodCostChiaro
Costruisco strumenti gestionali per mestieri dove il margine si gioca su pochi centesimi a porzione, e la ristorazione è il caso più estremo che conosca. FoodCostChiaro nasce da qui: mettere il costo reale della ricetta a portata di chi decide il prezzo, in un linguaggio che in cucina si usa davvero.
Jimenez Julien
Fondatore di MLJ e direttore della pubblicazione
Progetto strumenti gestionali per piccole imprese di servizio e di ristorazione. Su FoodCostChiaro scrivo di food cost, rese di lavorazione, margine di contribuzione e lettura della carta, e rispondo personalmente alle richieste che arrivano dal modulo di contatto.
Chi sono e di che cosa mi occupo
Mi chiamo Jimenez Julien e sono il fondatore di MLJ, la società che pubblica FoodCostChiaro. Il mio lavoro consiste nel prendere un calcolo che una categoria professionale fa già a mano, spesso male e sempre di corsa, e trasformarlo in uno strumento che lo faccia bene senza chiedere in cambio una formazione da contabile.
Non vengo dalla cucina e non ho mai finto il contrario: non ho fatto la brigata, non ho tenuto una partita durante un servizio da centoventi coperti. Vengo dal software gestionale e dal controllo di gestione applicato alle piccole imprese. Quello che porto in dote è il metodo con cui si smonta un numero: da dove arriva, che cosa contiene, che cosa lo fa muovere e in quale momento smette di essere vero. La competenza tecnica di cucina la ascolto da chi la possiede, e la traduco in campi, formule e schede che restano leggibili anche alle undici di sera.
Perché uno strumento pensato per la ristorazione
Ho visto troppe cucine tenere il food cost su un foglio di calcolo che nessuno riapriva, mentre i listini dei fornitori cambiavano ogni stagione. Il file esisteva, era anche fatto bene il giorno in cui era nato, poi il prezzo del burro si è mosso, è entrata una nuova referenza di pesce, la carta è cambiata a primavera e quel foglio ha smesso silenziosamente di descrivere il locale reale.
La ristorazione è il mestiere in cui questa distanza costa di più. Il margine di un piatto si decide su grammature che pesano pochi centesimi, la materia prima è deperibile, la resa di lavorazione mangia una parte del prodotto pagato e il prezzo di vendita è esposto in vetrina, quindi non si corregge tutte le settimane. Quando il costo della porzione non è aggiornato, l'errore non si vede in cassa: si vede a fine anno, quando il conto economico dice una cosa che nessuno in sala aveva percepito.
FoodCostChiaro fa una cosa sola e la fa fino in fondo: calcola il costo reale di ogni ricetta partendo dai pesi netti, dalle rese e dai listini effettivamente pagati, valorizza le sotto-ricette senza contarle due volte e mostra quali piatti della carta reggono il margine e quali lo erodono. È bene essere espliciti anche sul confine: FoodCostChiaro calcola costi e margini delle ricette, non tiene la contabilità e non sostituisce il commercialista. La valorizzazione delle rimanenze di bilancio, gli adempimenti fiscali e la chiusura d'esercizio restano il mestiere del professionista che segue il locale.
Come lavoro
Il metodo è sempre lo stesso, in tutti i progetti che seguo. Prima ascolto, poi misuro, poi scrivo il software. Ascolto significa farmi raccontare la giornata di chi userà lo strumento: chi apre il programma, in che momento, con quante mani libere e con quanta pazienza residua. Un gestionale che chiede quaranta campi obbligatori per registrare una ricetta viene abbandonato entro due settimane, e non perché l'utente sia pigro.
Misurare significa partire dai documenti veri del locale: una bolla di consegna, una scheda tecnica scritta a mano, un estratto delle vendite del gestionale di sala. Da quei documenti si capisce quali dati esistono già e quali si dovrebbero inventare. Tutto quello che si dovrebbe inventare va tolto dal progetto, perché un campo che nessuno può compilare onestamente diventa un numero falso dentro un rapporto che sembra autorevole.
Scrivere il software viene per ultimo, e con una regola precisa: ogni valore mostrato deve essere ricostruibile. Se una scheda dice che quel piatto ha un certo costo, l'utente deve poter aprire la riga e vedere l'ingrediente, la grammatura netta, la resa applicata e il prezzo di listino da cui quel costo discende. Un numero che non si può smontare non serve a decidere, serve solo a rassicurare.
Come verifico quello che pubblico
Gli articoli di questo blog sono scritti da me e seguono una procedura che tengo uguale per tutti. I riferimenti normativi vengono letti nella fonte originale, non in un riassunto di seconda mano: il testo di legge, la pagina dell'ente competente, la circolare quando esiste. Quando cito una norma la descrivo in modo prudente, indicando che cosa prevede e che cosa non prevede, e ricordo che la sua applicazione al caso singolo va verificata con il proprio consulente.
Sui numeri sono ancora più rigido: in queste pagine non troverai percentuali di food cost medio del settore, quote di risparmio garantito, conteggi di clienti o studi che non posso mostrarti. Se non ho una fonte verificabile per una cifra, quella cifra non viene scritta. Descrivo il meccanismo, cioè come si costruisce il calcolo e che cosa lo fa muovere, e lascio che i numeri li metta il tuo locale, perché sono gli unici che contano davvero per te.
Le parti pratiche vengono provate prima di essere pubblicate: le sequenze di calcolo sono rifatte a mano su esempi costruiti apposta, e le procedure descritte, come la chiusura del mese o la conta delle giacenze, sono state ripercorse passo per passo per controllare che nessun passaggio resti implicito. Se una cosa non è chiara, la colpa è del testo, non di chi legge: quando me lo segnalate, riscrivo.
Dove trovarmi
Pubblico e rispondo su questi cinque canali. Sono gli stessi profili indicati nei dati strutturati di questa pagina, così chi vuole verificare l'identità dell'autore può farlo senza passare da me.
Scriviamoci
Se gestisci un locale e vuoi capire se questo strumento ha senso per la tua carta, il modo più rapido è passare dal modulo di contatto di FoodCostChiaro e raccontarmi che cosa cucini, quanti piatti hai in carta e ogni quanto la cambi. Se preferisci la posta elettronica, l'indirizzo è jimenezjulien42@gmail.com. Le segnalazioni di errore sugli articoli sono benvenute allo stesso indirizzo: indicami il titolo e il passaggio, e correggo.
Tutti gli articoli che ho scritto per questo sito
Sono nove testi pensati come un percorso unico, dal calcolo di base fino alle parole del mestiere. Ognuno è stato pubblicato l'8 settembre 2026 e rimanda agli altri dove il ragionamento lo richiede.
- Come si calcola passo per passo il food cost di un piatto in cucina? Pubblicato l'8 settembre 2026.
- Perché il food cost teorico e quello reale non coincidono mai a fine mese? Pubblicato l'8 settembre 2026.
- Quali errori falsano il food cost delle tue ricette e come si possono evitare? Pubblicato l'8 settembre 2026.
- Quanto contano le regole su prezzi esposti, coperto e rimanenze per i tuoi margini? Pubblicato l'8 settembre 2026.
- In che modo una trattoria riscrive la carta leggendo popolarità e margine a quadranti? Pubblicato l'8 settembre 2026.
- Dove si spostano i margini fra carte corte, delivery e listini sempre mobili? Pubblicato l'8 settembre 2026.
- Quando si chiude il mese in cucina quali controlli non vanno dimenticati? Pubblicato l'8 settembre 2026.
- Serve davvero guardare oltre il food cost per conoscere il costo pieno di un piatto? Pubblicato l'8 settembre 2026.
- Che cosa significano resa, margine di contribuzione, mix di vendita e prime cost? Pubblicato l'8 settembre 2026.
Se preferisci vederli tutti con immagini e descrizioni, l'elenco completo è nell'indice del blog di FoodCostChiaro.